di Francesca Celeste Sprea

Martina e le antenne da marziano

Martina gioca spesso con suo fratello maggiore Yuri a guerre stellari: lui é un valoroso astronauta, lei é un temibile marziano. Quando smettono di giocare, lui si piazza davanti alla playstation, lei invece continua ad essere un marziano. Martina pensa  di essere un vero marziano!
“Se tu fossi un extraterrestre” la deride suo fratello “saresti verde!”. Ma lei non lo bada perché le antenne da marziano le ha veramente, nascoste dietro le orecchie, camuffate tra le ciocche di capelli rossi come Marte, il pianeta rosso.

E’ un caldo pomeriggio di settembre, la mamma prepara bavaglino e asciugamano per la scuola. “Domani Martina sarà una giornata importante: andrai alla scuola materna!”

Martina ascolta la mamma sfregandosi dietro le orecchie: le antenne sono in funzione. “Andrà tutto bene, non devi avere paura!” continua la mamma.

BIP BIP BIP… Mentre la mamma parla, Martina capta qualcosa, qualcosa che non va. E quel qualcosa diventa sempre più forte. Il livello di allarme si è fatto così alto, che deve azionare il segnale di pericolo: preme allora quel pulsante che nessuno sa dov’è di preciso, forse sotto l’ombelico, e dei grossi lacrimoni iniziano a scendere dai suoi occhi.

La mamma la stringe forte forte a sé.

Arriva il grande giorno, il primo giorno di scuola: appena varcato il cancello dell’asilo la mamma cerca di rassicurare la piccola: “Non spaventarti, vedrai, andrà tutto bene.”

Le antenne di Martina cominciano allora di nuovo a percepire qualcosa che non va: la bambina aziona il pulsante d’allarme e si mette a piangere disperata. Entra a scuola scrutando, tra lacrime e singhiozzi, dove possa essere il pericolo. In realtà non lo vede, eppure ci deve essere. La mamma si trattiene a lungo, non vuole lasciare la mano della sua cucciola; poi se ne va. E le antenne di Martina smettono di registrare il segnale di pericolo. Martina fa un sospiro di sollievo, si asciuga le lacrime con la manica della maglia e va a giocare.

Nei giorni seguenti è sempre la stessa storia: varcando il cancello, la mamma incoraggia la bambina; le antenne di Martina captano il solito segnale di paura e tristezza, preme il pulsante, si mette a piangere… e la mamma si preoccupa ancora di più. Poi la mamma va al lavoro; Martina interrompe il segnale d’allarme per andare a giocare con i suoi nuovi amici.

La prima settimana di scuola è finita. La domenica tutta la famiglia va a trovare i nonni.
I nonni aspettano con trepidazione la loro nipotina. Hanno per lei una bella sorpresa: un cerchietto verde con due morbide antenne. Sono favolose. Alle estremità ci sono due campanellini che suonano dolcemente. “Queste sono delle vere antenne da marziano! Con queste addosso diventerai un marziano molto coraggioso!” afferma la nonna. Martina le indossa subito: le piacciono così tanto che non vuole più toglierle, nemmeno la sera per andare a dormire. Finalmente qualcuno le crede: lei è veramente un marziano!

La mattina seguente, quando Martina e la mamma oltrepassano il cancello della scuola, la piccola si toglie dalla testa il suo cerchietto nuovo, tira la mamma per la camicia, facendola accovacciare, e glielo mette in testa. “Queste antenne sono per te mamma! Provale!”
La mamma, che non vuole che la sua bambina pianga ancora, anche se si vergogna un po’, si tiene il cerchietto tra i capelli. Appena entra nel salone della scuola con le antennine verdi che vibrano sopra la sua testa, si scatena l’euforia generale. Martina e i suoi amici ridono e si fanno tutti intorno a quel marziano strampalato. Anche la mamma scoppia a ridere. “Sai mamma” esclama Martina abbracciandola “le tue antenne dietro le orecchie devono essere rotte. Captano pericoli che non ci sono. Con queste nuove invece va molto meglio. Sei così coraggiosa che ti sei accorta che è divertente venire a scuola!”

La mamma di Martina, più serena e rassicurata saluta la bambina e se ne va al lavoro. Quelle antenne funzionano davvero… si sente più sicura di sé. Anche il suo capoufficio se n’è accorto. “Complimenti per il coraggio, ehm… per le antenne!”

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