Una storia in giardino

Questa è una storia realmente accaduta nel giardino di una scuola dell’infanzia. E’ dedicata a tutti i bambini di quella scuola, alla maestra che ha trovato la bestiola, alla maestra che l’ha curato insieme ai suoi figli.

COME SI CHIAMA L’ANIMALE NOTTURNO

CHE VA IN LETARGO QUANDO ARRIVA L’AUTUNNO?

DALLE CORTE ZAMPETTE E DOLCE MUSETTO,

CON LE SPINE PUNGE MA NON PER DISPETTO?

 

È PROPRIO LUI, IL SIMPATICO RICCIO!

OR LA SUA STORIA A RACCONTARE MI SPICCIO.

NONOSTANTE DI ACULEI FOSSE COPERTO

ERA ANCOR GIOVANE ED INESPERTO,

 

E IN UNA NOTTE DI FINE ESTATE

USCÌ DALLA TANA PER FAR SCORPACCIATE.

GOLOSO DI RAGNI, LUMACHE E LOMBRICHI

ROSICCHIAVA FELICE ANCHE MELE E FICHI.

 

POICHÉ QUELLA SERA ERA PIOVUTO

TROTTERELLAVA  BEN COMPIACIUTO:

DAL TERRENO I VERMETTI ERANO USCITI

E LUI LI MANGIAVA COME CANDITI.

 

L’ERBA ERA ALTA, FRESCA DI RUGIADA,

E FU COSÌ CHE PERSE LA STRADA.

POCO IMPORTAVA ALL’IMPAVIDO RICCIO,

NON SAPENDO DI FINIRE IN UN PASTICCIO.

 

ROSICCHIA, MANGIUCCHIA, SBADIGLIA E CAMMINA,

S’ERA FATTA ORAMAI MATTINA.

FU ALLORA CHE IN FONDO AD UN GIARDINO

VIDE UNA CASETTA PER FAR UN RIPOSINO.

 

SPINSE LA PORTA, MA CHE SORPRESA:

UN MUCCHIO DI FOGLIE, MA CHE DICO… UNA DISTESA!

ERA PERFETTO COME GIACIGLIO

E SI ADDORMENTÒ AL PRIMO SBADIGLIO.

 

MA COME, NON AVETE ANCOR CAPITO

IN QUALE CASETTA ERA FINITO?

QUELLA DI LEGNO, NEL GIARDINO DELLA SCUOLA

DOVE SI TENGONO RASTRELLI E CARRIOLA.

 

MENTRE LUI FACEVA LA PENNICHELLA

ARRIVÒ CON LE CHIAVI LA BIDELLA,

CHE DEL RICCIO NON S’ERA ACCORTA

E ASSICURÒ PER BENE LA PORTA.

 

POVERO RICCIO, SI TROVÒ PRIGIONIERO

PER GIORNI E GIORNI IN QUEL MANIERO!

SENZA ACQUA E SENZA CIBO,

NON POTEVA RIMANER VIVO.

 

SOLO, TRISTE ED AFFAMATO

IL SUO DESTINO SAREBBE CAMBIATO?

QUEL POMERIGGIO BAMBINI E MAESTRE

ERAN IMPEGNATI IN ATTIVITÀ CAMPESTRE.

 

TRA GLI ATTREZZI DEL GIARDINAGGIO,

SEMBRAVA QUASI UN MIRAGGIO,

UN’INSEGNANTE (O UNA FATA?)

TROVÒ LA BESTIOLA ADDORMENTATA.

 

POVERO RICCIO, RESPIRAVA APPENA!

SERVIVA AIUTO… DI GRAN LENA!

RIMASERO I BIMBI A BOCCA APERTA

NEL VEDERE L’INSEGNANTE ESPERTA,

 

CHE CON FARE SICURO E DELICATO,

RACCOLSE IL RICCIO SPAVENTATO.

SI FECE PICCOLO COME UNA PALLINA

E PER PAURA AFFILÒ OGNI SUA SPINA.

 

A CASA DELLA MAESTRA FU TRASPORTATO

PER ESSERE NUTRITO E ABBEVERATO.

ANCHE I SUOI FIGLI SE NE PRESERO CURA,

ED IL RICCIO NON EBBE PIÙ PAURA.

 

CON INSETTI, ACQUA E TANTO AMORE

IL SUO MUSETTO RIPRESE COLORE.

MA LA STORIA QUI NON È FINITA,

SENTITE UN PO’ LA DIPARTITA:

 

IN POCHI GIORNI TORNÒ IN FORMA PERFETTA,

MA DI ANDARSENE NON PAREVA  AVER FRETTA.

QUANDO INFATTI FU NEL BOSCO PORTATO,

E TRA FOGLIE E FUNGHI VENNE LIBERATO…

 

IL RICCIO FECE RETROMARCIA

FINGENDO QUASI UN MAL DI PANCIA.

A QUELLA FAMIGLIA CHE LO AVEVA SALVATO

SI ERA TROPPO AFFEZIONATO!

 

SI STROFINÒ SULLE SCARPE DEI BAMBINI,

COME PER FAR LORO COCCOLE E GRATTINI.

TUTTA LA  FAMIGLIA FU COSÌ PERSUASA:

NEL LORO GIARDINO TROVÒ CASA!

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