Stracchina era una bambola. Il corpo di pezza a quadretti azzurri con mani e piedi tondi e gialli. Il viso invece era di plastica, di quel buon profumo di bambola. Gli occhi azzurri, come i quadretti del vestito, sempre sorridenti. E infine, una buffa capigliatura di lana infeltrita gialla, sempre spettinata e arruffata, impossibile da pettinare, come quando ci si sveglia la mattina dopo una notte agitata. Era la bambola[…]

Piero era bello. Non molto alto, diritto, proporzionato, chioma folta. Nonno Gianni ne era molto orgoglioso. Lo aveva piantato nel suo campo in quell’autunno in cui era finalmente andato in pensione. Oh no, Piero non era suo nipote! Piero era un pero. A nonno Gianni era venuto da poco il pollice verde. Aveva piantato un ciliegio, per far contento il suo nipotino, un pesco per la nonna, un albicocco che[…]

Si chiama Celeste. Ha gli occhi celesti, indossa sempre abiti celesti, mette lo smalto celeste, lo zaino di scuola è celeste come l’astuccio e il diario. Anche il suo portatovagliolo è celeste. Tutte le sue amiche hanno gli occhi celesti e il suo colore preferito è… il celeste. È stata fortunata, perché i suoi genitori avevano deciso di chiamarla così quando ancora era un angioletto in cielo. È stato proprio[…]